Socrate costringeva Aristofane e Agatone ad ammettere che è proprio dello stesso uomo il saper comporre commedie e tragedie, e che chi è poeta tragico per arte è anche poeta comico. Quelli, costretti ad ammettere queste cose senza seguirlo molto, ciondolavano la testa dal sonno, e Aristofane si addormentò per primo, e poi, quando era giorno, anche Agatone. Allora Socrate, dopo averli fatti addormentare, si alzò e se ne andò.
(Platone - Simposio, 223 d 3-9)